Il coronavirus ha lasciato un’impronta sugli affitti di case per studenti sia per questioni legate ai canoni di affitto che alla scarsa domanda. Ci si chiede ancora se convenga o no continuare ad affittare a studenti.Affitto studenti universitari: cosa cambia nel post covid-19

In Italia sono migliaia gli studenti che scelgono di proseguire gli studi in altre regioni: uno studente su tre proviene dal Sud-Italia e dalle Isole e frequenta l’università lontano dalla propria casa. Soprattutto in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna –  le regioni con più alta densità di fuorisede – le richieste di stanze in affitto per studenti in passato sono state molto alte, ma il Coronavirus ha avuto ovvie ripercussioni sul mercato immobiliare, soprattutto sugli affitti universitari.

A causa del COVID-19 moltissimi studenti fuori sede sono tornati a casa: le Università sono state chiuse ed è stato possibile seguire le lezioni, sostenere gli esami e addirittura laurearsi da remoto grazie alla tecnologia. L’emergenza continua ad avere un grosso impatto sugli studenti per due motivi: il pagamento del canone di affitto e il timore della convivenza con persone sconosciute e che comunque non appartengono al proprio nucleo familiare.

Qual è il destino per i locatori di appartamenti per studenti universitari? Come è possibile reagire?

Ripartenza delle attività didattiche in presenza

Si sa che per gli studenti fuori sede l’iscrizione all’università è legata alla ricerca di un alloggio e, nonostante il futuro sembri ancora incerto per gli universitari e non solo,  il Ministro Manfredi è deciso nel riaprire le attività in presenza nelle università.

Secondo l’art. 6 comma 2 del decreto legge 22/2020 il Ministro dell’Università e della Ricerca, per il protrarsi dello Stato d’emergenza, può intervenire con decreto per disciplinare – oltre che le modalità di fruizione delle lezioni universitarie – le attività di tirocinio o pratica, ciò fa ben pensare per una ripartenza positiva che possa rimettere in moto gli studenti al fine di completare i percorsi previsti.

Le modalità di fruizione delle attività didattiche varia da Ateneo ad Ateneo:

ROMA

Nel caso delle università nella città di Roma, le attività verranno svolte secondo due modalità: blended – che integra ambienti di apprendimento diversi, tra quelli fisici e quelli legati alle tecnologie avanzate – e in presenza. È preferita la modalità in “remoto” o “telepresenza” tranne per quelle attività legate alla presenza fisica negli uffici (es. Tirocini).

MILANO

Si prevede una ripartenza complessiva delle attività didattiche. Il sistema universitario lombardo vuole essere protagonista della fase 3, sotto il segno dell’ottimismo e della produttività, con un occhio vigile alle misure di sicurezza: dal 1° settembre si torna in aula.

CATANIA

Gli atenei siciliani, tra cui l’UNICT, ripartiranno a settembre con la didattica mista – in presenza e online –  quindi gli studenti torneranno in aula per lo svolgimento delle attività universitarie. Le lauree e gli esami, già da ora, iniziano ad essere svolti presso le sedi universitarie e questo fa ben sperare per gli studenti siciliani.

L’immobile resta agibile e utilizzabile?

Durante l’emergenza molti studenti universitari sono tornati nella propria casa familiare, ma nulla vieterebbe allo studente di vivere nell’immobile locato. Non ci sono elementi di fatto e di diritto che rendono il locale inagibile o inutilizzabile e non c’è nemmeno da parte del locatore una qualche azione che ne impedisca la fruizione. Il Governo non ha reso l’immobile “inagibile” per legge: ha vietato le lezioni e la circolazione, ma l’immobile resta a tutti gli effetti utilizzabile; è lo studente, nell’esercitare il suo libero arbitrio, che ha scelto o meno di utilizzare il bene. Questo cosa significa? Che per legge non è vietata la locazione e la possibilità di affittare un locale da parte di studenti.

Sicuramente è scelta degli studenti stessi decidere se affittare o meno una stanza o un appartamento. Un’azione fondamentale che può influire sulla decisione o meno è l’igienizzazione degli spazi. Nel periodo emergenza e nella ripresa post emergenza coronavirus è emerso il trend dell’igienizzazione: dagli appartamenti ai locali commerciali, passando per le autovetture. Poter usufruire di uno spazio totalmente pulito e sicuro è un elemento decisivo.

Studentflat nasce già con un occhio attento alle dotazioni delle stanze e degli appartamenti: per questo abbiamo messo a punto un apposito strumento di valutazione: l’ Indice Studenflat, un particolare valore che viene attribuito a ciascun appartamento sulla base delle dotazioni di cui dispone. È stato studiato per consentire agli studenti fuori sede di conoscere le stanze migliori o più adatte alle proprie esigenze.

Anche la scelta del canone di affitto è importante: le possibilità economiche di molte famiglie sono state compromesse, non tutte le università e le regioni aiutano gli studenti nell’erogazione di contribuiti per l’affitto e per questo il prezzo della stanza si conferma come altro fattore determinante. Data l’incertezza, le famiglie prendono ora in considerazione l’ipotesi di affitto a breve termine, opzione che non risulta troppo vincolante per le famiglie sia da un punto di vista economico che organizzativo a livello temporale, visto il continuo evolversi della situazione.

In conclusione

Anche se il futuro degli studenti universitari è ancora incerto ci sono buone prospettive di ripartenza delle attività didattiche, soprattutto per i tirocini, e quindi è di nuovo in aumento la richiesta di alloggi accessibili per studenti. È importante rispondere ai bisogni dei locatari: l’igienizzazione dei locali, prezzi più bassi, proposte più flessibili. Affittare a studenti conviene ancora!

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